In Italia ci sono 3 milioni e 200 mila persone affette da diabete.
Un numero altissimo e, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, destinato a salire a causa di cattive abitudini alimentari, sovrappeso e obesità.
In almeno un quarto di questi casi, il diabete è accompagnato da patologie visive come maculopatia e retinopatia diabetiche, con un’incidenza fino 75-80% dopo quindici anni di malattia.
L’emergenza è resa ancora più seria dalla mancanza di informazione sulle patologie derivate dal diabete: la maggioranza degli italiani e dei malati di diabete non sono a conoscenza di queste patologie né delle loro cause e, di conseguenza, non sanno come fare prevenzione.
Il colosso high-tech Google e l’azienda farmaceutica Novartis stanno lavorando dal 2014 a una risposta per questa emergenza: una lente a contatto che possa monitorare il livello di glucosio nel sangue, risparmiando ai diabetici il fastidio della classica puntura per misurare il livello della glicemia.
Il progetto non è semplice e richiede una sofisticata tecnologia in grado di analizzare, attraverso l’utilizzo di micro sensori, microchip e dispositivi miniaturizzati, la glicemia a partire dalla lacrimazione normale dell’occhio e inviarli poi a speciali software in grado di registrare e analizzare una gran mola di dati per renderli reperibili per la ricerca medico-scientifica, oltreché per la cura del paziente stesso.
Il passaggio da prototipo a prodotto dovrebbe avvenire nel giro di cinque anni.







